Aeronautica Militare: Scramble a Grosseto per due Eurofighter del 4° Stormo

Nel tardo pomeriggio di ieri, il silenzio della Maremma è stato bruscamente interrotto dal ruggito dei motori EJ200: erano le 18:30 quando due caccia Eurofighter Typhoon del 4° Stormo sono decollati in tutta fretta dalla base aerea di Grosseto. 

Non si è trattato di una normale esercitazione, ma di uno scramble, il termine tecnico che nell'ambiente aeronautico definisce il decollo immediato degli intercettori. 

L'ordine, perentorio, è arrivato direttamente dal Combined Air Operations Centre della NATO di Torrejón, in Spagna, la centrale operativa che vigila senza sosta sui cieli del Mediterraneo occidentale.

L'allarme è scattato quando un velivolo civile privato, un Piaggio P-180 proveniente dalla Germania, ha improvvisamente interrotto le comunicazioni radio con gli enti del controllo del traffico aereo. In questi casi, il protocollo di sicurezza internazionale è rigidissimo: il silenzio radio, o comloss, fa scattare immediatamente la procedura di intercettazione per verificare che non vi siano minacce o gravi emergenze a bordo.

I due Eurofighter hanno intercettato il P-180 nei cieli sovrastanti l'area di Ancona. Una volta agganciato il target, i piloti militari hanno eseguito le manovre previste per l'identificazione visiva, affiancando l'aereo civile per accertarsi della situazione. Fortunatamente, proprio durante queste concitate fasi, i contatti radio tra il pilota del P-180 e le torri di controllo sono stati correttamente ripristinati, facendo rientrare l'allarme. Accertato che tutto fosse sotto controllo, i due caccia hanno fatto rotta verso la base di Grosseto, riprendendo il loro turno di guardia.

Questo episodio, risolto nel giro di pochi minuti grazie alla straordinaria reattività dei piloti, è la dimostrazione pratica di un ingranaggio perfetto e silenzioso. 

L'Aeronautica Militare, in stretto e costante coordinamento con la NATO, assicura infatti la difesa dello spazio aereo nazionale senza soluzione di continuità. Si tratta di un dispositivo di prontezza operativa attivo 24 ore su 24, per 365 giorni all'anno, che vede donne, uomini e mezzi della Forza Armata costantemente schierati in prima linea per garantire la sicurezza del Paese, pronti a intervenire prima ancora che l'eco dei loro motori possa essere avvertito da terra.

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